martedì 26 novembre 2013

The Spider King Tribute

My personal tribute the The Spider King, a project by Simone d'Armini and Josh Vann.


Tutte le immagini riprodotte sono di proprietà dell'autore. Tutti i diritti riservati. E' vietata la riproduzione

giovedì 31 ottobre 2013

Trasloco (Gazebo Penguins)

Durante questa mite estate ho disegnato alcuni frame del nuovo video dei Gazebo Penguins 'Trasloco'.

Anche se per mezzo secondo ci sono (sono anche tra i credits all'inizio del video).

Il video a questo link.

Qui sotto i disegni.






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venerdì 11 ottobre 2013

Lullaby

Succede a volte che mentre metti a posto ritrovi qualcosa.

Oggi mentre preparavo la valigia ho ritrovato queste due tavole. 

Ci si vergogna di molte cose nella vita, ma di una non te ne liberi: la tavola dello School book al terzo anno di Scuola Romana dei Fumetti.

Tutti gli allievi entrano in crisi, e passano tutto il terzo anno a chiedersi: "Cosa cavolo metterò in UNA SOLA TAVOLA? Sarà la prima cosa pubblicata, i nuovi allievi apriranno i vecchi School book  E VEDRANNO PER SEMPRE LA MIA TAVOLA, aaaaaaaaah!".

Niente, invitabilmente fai del tuo meglio in quel momento. Ma se per caso ti ricapita di riaprilo un anno dopo, per dire, vieni divorato dalla vergogna "MA VERAMENTE DISEGNAVO COSì???PUAH!".

E questa sensazione di inadeguatezza  ti si appiccica addosso per sempre, è una regola.

Allora io un anno dopo, presa dalla vergogna, ho ridisegnato la mia tavola dello School book, aggiungendone anche una seconda.

All'epoca adoravo i Cure.

(Robert Smith ti amo ancora, non temere)

Mi piace notare che nel 2010 ancora non conoscevo Fotosciop.

E poi che vi devo dire, io mi vergogno anche di queste.


giovedì 3 ottobre 2013

Les Amants réguliers



Voglio imparare il francese. L’ho deciso mentre mi rasavo le ascelle l’altro giorno.

È che vorrei andare al festival di Angouleme un giorno, ed insomma, non vorrei trovarmi impreparata. Voglio capire bene gli insulti che mi tireranno dietro, tutto qui.

Sto imparando (?) in questo modo: video tutorial su You Tube (sto ai saluti, livello 1) e guardando i film francesi (con i sottotitoli in inglese).

Il mio rapporto è sempre stato un po’ controverso con il cinema francese. Diciamo che l’ho sempre odiato. Questo odio me lo sono portato dietro dall’università. Durante la mia vecchia vita da studentessa universitaria ho conosciuto parecchie persone che studiavano cinema. La maggior parte di loro oltre a disprezzare ogni film uscito dopo il ‘78, aveva come mito la Nouvelle Vague.

“Godard, Godard! Tu devi vedere Godard!” mi dicevano. “Ma io non ho visto nulla di nulla di questo Godard.....Però ieri ho visto la trilogia de “La rivincita dei Nerds”, ce l’avete presente? Eh?”. A quel punto oltre a guardarmi molto male venivo esclusa da ogni discussione sui membri dei Cahiers du Cinéma e soprattutto su un film che loro reputavano il capolavoro assoluto,“Fino all’ultimo respiro” ( “A Bout de souffle” en francais).

Visto che mi sentivo inferiore agli altri per questa mia mancanza (quando si parla di film e ce n’è uno che non ho visto, do di matto), sono tornata a casa e mi sono scaricata questo “Fino all’ultimo respiro”. 

E l’ho visto.

Orribile. Cioè, noioso a mille. Però ho apprezzato due cose: la prima, il naso di Jean Paul Belmondo, la seconda, il fatto che per mezzo film parla con la sigaretta in bocca e NON CADE MAI.

 
Ma come cavolo fai?


E ho continuato ad odiare la Nouvelle Vague per parecchio tempo, diciamo finché ho dovuto sostenere l’esame di cinema. 

Studiandola approfonditamente per mia sorpresa, la Nouvelle Vague non era solo “Fino all’ultimo respiro”. Ma c’era anche quel genio meraviglioso di Francois Truffaut, per esempio.
E poi ho imparato una lezione che negli anni avevo dimenticato. Le opere d’arte e i film, in questo caso, vanno contestualizzati prima di essere giudicati ( il giudizio estetico alla fine, maledizione!). Il ruolo di “Fino all’ultimo respiro” all’interno della storia del cinema è stato epocale in termini di distruzione della narrazione, di modo di girare, di messa in discussione dell’idea stessa di cinema. E ho capito perché i miei amici che studiavano cinema lo adoravano. Insomma, avevo capito finalmente l’importanza di quella pellicola.

Rimane il fatto però, che, anche se rivisto con occhi diversi, a me fa ancora cagare.



"Les amants réguliers" è un titolo rubato ad un film di Philippe Garrel.

martedì 24 settembre 2013

Lui Fisica, lei Lettere moderne

A volte mi immagino che fine faranno i miei cari pupazzi. I due raffigurati in questa illustrazione sono uno l'opposto dell'altro, lui mente matematica, lei letterata.

Ecco il loro futuro.

Lui diventerà sempre più brutto e più gobbo (per lo studio matto e disperatissimo) ed infine vincerà un dottorato a Cambridge. Lei diventerà una grandissima appassionata di Calvino, dell'ipertesto e deciderà di fare Lettere e Filosofia. Non contenta della Laurea triennale, prenderà anche una Laurea Magistrale in Scienze del Testo. Farà il concorso per il dottorato e sarà scartata a favore della figlia della nipote della cugina di terzo grado dalla parte di mamma del Rettore dell'università. Finirà a fare la commessa da Intimissimi.

Poi un giorno lei, mentre sta andando a lavoro noterà un tipo bruttissimo, gobbo e occhialuto. Lo riconosce e lo saluta. Anche lui la riconosce e gli parla del suo dottorato, che in realtà è in Italia di passaggio. Lei gli racconta del suo lavoro di merda e di quanto abbia perso le speranze di un futuro migliore. Lui la consola e gli dice che deve tirarsi su, che i lavoretti di merda sono temporanei e che tutto si risolverà. I due si salutano , addirittura con una bacio sulla guancia.

Ma il lavoro temporaneo di lei diventa lavoro stabile e le speranze di un futuro migliore vanno a farsi friggere. Lei decide così di partire per l'estero, di andare in Inghilterra, li si che si sta bene e c'è lavoro le dicono. Ma una volte arrivata a Londra ecco che di nuovo le piombano addosso gli stessi problemi, ovvero, di nuovo è una commessa in un negozio di intimo.

Una sera , presa dalla disperazione decide di ubriacarsi. La sbronza è dura, esce dal bar e si siede davanti ad un negozio a rimurginare, rimurginare, rimurginare e a pensare se tornare a casa oppure no. Ma ecco che all'improvviso di nuovo fanno capolino quei capelli rossi e quella gobba. "Cosa ci fai qui" dice lui a lei.
Lei si vergogna, è in uno stato pietoso e l'orgoglio brucia, brucia sempre più forte. "Ehi chi si vede" fa lei barcollando.

"Tu non stai bene sai" dici lui con tono serio. "Ti porto a casa mia, così ti riprendi". Lei si appoggia alla sua gobba ed insieme si dirigono nel bell'appartamento di lui. Lui apre la porta e la fa accomodare sul divano del soggiorno. Un'appartamento pulito e perfetto. "Aspettami qui" dice lui a lei.

Dopo una quidicina di minuti lui ritorna con una foto di loro due alle elementari che tornavano a casa. "Guarda come eravamo felici" dice lui "Gli anni migliori della mia vita". Non lo stesso per lei.



E lei guardando la foto finalmente realizza una cosa: non era mai stata felice. (AMAREZZA)



mercoledì 11 settembre 2013

Oh, Boy!

Credo che l'ossessione per Buddy Holly mi stia consumando.


 

Quanta delicatezza e fragilità in una voce così bella

mercoledì 4 settembre 2013

In fondo Salonicco non è un brutto posto

Niente vacanze, o quasi, quest'estate.
Unica parentesi è stata l'idea folle di andare al Summer Jamboree.

Per chi non lo sapesse il Summer Jamboree è un  Festival Internazionale di musica e cultura dell'America anni '40 '50 e si tiene a Senigallia.

Sono partita all'improvviso, e con poco preavviso, insieme a due amiche, e , cosa fondamentale, praticamente con pochissimi soldi. Lasciamo stare come abbiamo resitito li tre giorni.

Una foto per sintetizzare il concetto

Ma il punto è che stata un'esperienza fantastica. Praticamente dall'essere completamente digiuna di rockabilly e quant'altro, mi ritrovo ormai da un mesetto a passare le mie giornate a disegnare (incredibile) ascoltando in continuazione il best of di Buddy Holly e ad andare in giro con bandana e massicce dosi di eyeliner.

In attesa che mi decida a tirar fuori un'illustrazione anni '50 come si deve, qui di seguito potete gustarvi qualche disegnetto.

L'immancabile Pin up

"A Salonicco non c'è niente". Io affermo il contrario

 Trenitalia ci ha regalato dei bei momenti al rientro. Le mie impressioni sono incise sulla finestra

 Tanto vale, Vale, dormirci su